AFTER MATRICI PROGETTUALI

 

Come si legge nel testo di accompagnamento del 1985, questa sala è l’introduzione alla mostra e restituisce i momenti chiave del percorso di lavoro. Non c’è niente da aggiungere a quanto scritto allora, che spiega perfettamente tutti i passaggi: dagli schizzi al cartamodello, alle tele. Passaggi che oggi rimangono invariati e sono esposti nello stesso modo
Questa sala, che nel nuovo allestimento può essere o non essere apertura della mostra (a seconda di come si affronta il percorso), ha sicuramente un valore che oggi risuona più che mai, perché rimanda alla matrice progettuale delle cose. L’idea architettonica che sta tra l’abito e il corpo
(2026)

La prima sala fa da introduzione alla mostra e ne costituisce una scarna schematizzazione con pochi elementi, però molto suggestivi e graficamente interessanti. È un ambiente volutamente molto luminoso, neutro, dove spiccano tre momenti chiave del percorso di lavoro poi illustrato più specificatamente all’interno. È in qualche modo un momento più statico e raggelato, ermetico nel suo grafismo bianco nero e grigio, solo formale e senza traccia della materia trattata
Di fatto l'estraniamento vero è solo quello delle quattro grandi gigantografie che rappresentano quattro schizzi che potremmo definire 'firma' di K.L.
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LA SALA DEL 1985

SCHIZZI

Le quattro forme sono state scelte per il loro tratto rapido e abbozzato, senza dettagli e quindi senza connotazioni legate a un periodo preciso

Per questo sono rappresentate senza una didascalia che ne specifichi gli anni di esecuzione. Sono cioè forme in qualche modo legate ai volumi, al modo di concepire figure nello spazio, tipiche della creatività di K.L., e in vari modi sviluppati nel corso dei venti anni di lavoro con Fendi. Si tratta della ampia forma a pallone, della ampia svasatura con cui termina la linea asciutta, la redingote, e le tre lunghezze a scalare. Dicevamo che l'estraniamento è cercato solo nell'esagerato ingrandimento di questi schizzi: tutti gli altri elementi sono di fatto esemplari a grandezza naturale e perfettamente convenzionali di tele di lavorazione e di carte
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CARTE

Nelle due grandi piscine al centro troviamo le carte di lavorazione adagiate su un letto di punti metallici (gli stessi che serviranno poi ad assicurare le varie parti di pelliccia da montare alla carta stessa). Anche queste carte sono campioni reali di patron, che vengono realizzati smontando la tela di riferimento e arricchiti di dati e di dettagli per la costruzione del capo in pelliccia. I tagli, o le sovrapposizioni a tegole, i numeri che si leggono tracciati a matita fanno parte di una elaborazione tecnica che tiene conto del materiale da utilizzare, della quantità necessaria, delle lavorazioni particolari che saranno effettuate sul capo

La chiave di lettura di questa sala è dunque doppia: una puramente formale, grafica, fatta solo di linee e accentuata da supporti espositivi molto rarefatti (i manichini in ferro stilizzati), l'altra altamente tecnica e non immediatamente evidente al profano, che però ne coglie ugualmente la suggestione
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TELE

Le tele di lavorazione costituiscono il primo stadio interpretativo del processo. Sono cioè la realizzazione nello spazio di un disegno matrice. Quelle che vediamo esposte sono tele che hanno già subito un'ulteriore elaborazione. Sul modello pensato in tela grezza è stata già praticata una rigatura con della fettuccia nera
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Quest'ultima è al tempo stesso una traccia per il lavoro successivo, che è quello della carta di lavorazione, ma anche il disegno che permette al tecnico di cogliere in nuce quale sarà l'effetto finale del capo realizzato. Si tratta di una specie di scheletro, di uno studio, che dovrà risultare perfetto nel corso del lavoro perché si possa passare allo stadio successivo
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