AFTER TEATRO
Il Teatro, collocato nella sala centrale dell’area espositiva, è una sorta di sarabanda creativa. In una messa in scena che rimanda a caposaldi della formazione di Lagerfeld, come il teatro del Bauhaus e le rappresentazioni di Oskar Schlemmer, sono posizionate diciotto pellicce. Sono il risultato finale del percorso di lavoro, che la mostra spettacolarizza attraverso una rappresentazione di manichini in movimento (una sorta di danza delle pellicce, come scrivono i giornali dell’epoca). Posti su piani diversi, i manichini creano una scena che si amplia in profondità e in altezza, moltiplicando i punti di vista
Il remake fisico e sensoriale del Teatro è una proposta di fusione percettiva che celebra l’immaginazione, la ricerca, la sperimentazione, la qualità realizzativa di forme che trascendono la semplice materialità della pelliccia e diventano opera. Le pellicce esposte sono in parte le stesse della mostra del 1985. Le mancanti sono state sostituite con pellicce molto simili risalenti agli stessi anni
Scrive Adriana Mulassano a commento della mostra del 1985: “Sedici, o saranno diciotto?, stupefacenti pellicce riassuntive del percorso di lavoro Fendi-Karl Lagerfeld, anziché giacere immortalate e inerti sui consueti manichini, danzano, si muovono, ruotano animate da ponti, carrucole, rotaie mossi da meccanismi a vista che, con lo stesso essenziale ingegno di una macchina leonardesca, celebrano in modo moderno e vitale un prodotto finito carico della stessa vitalità con la quale è stato concepito sulla carta”
(2026)
A rappresentare infine il prodotto che è alla fine di questo percorso di lavoro sono state selezionate poche pellicce. Sono state scelte per i loro volumi, le lavorazioni, il valore che hanno avuto nel processo evolutivo della linea e sono state animate attraverso meccanismi semplici e a vista. La pelliccia non è celebrata su un rigido manichino, né su una modella, è invece inserita nello spazio e resa mobile, così come chi l'ha pensata l'ha vista al momento di schizzarla sulla carta. E, straordinariamente, carrucole, ponti di ferro e rotaie, ne accentuano, piuttosto che nasconderlo, la compiutezza di oggetto finito
(1985)
LA SALA DEL 1985
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